Il teatro comico e La trilogia della villeggiatura servono da spunto per affrontare temi come l’ansia da prestazione, le prospettive professionali e la paura del futuro tipica del periodo post-diploma. Aprendosi e parlando liberamente, i personaggi goldoniani si tolgono la maschera e invitano ragazze e ragazzi a fare lo stesso.
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Nelle scuole di Milano
Il teatro comico, manifesto della riforma teatrale goldoniana, è il punto di partenza per un discorso sul rapporto tra personaggio e maschera, in cui – capovolgendo la tesi originale – il “parlare all’improvviso” diventa per noi il modo auspicabile di fare teatro, di stabilire un rapporto più vero e diretto con il pubblico, chiamato a partecipare allo spettacolo.
Sullo sfondo, le maschere della Commedia dell’Arte rivelano poco a poco il loro vero volto, alla ricerca di un confronto sincero con ragazze e ragazzi: togliersi la maschera è il primo passo per aprirsi e condividere ansie e timori. Si tratta di costruire un dialogo, qui più che mai necessario, considerando la complessità di un periodo come quello tra la fine del ciclo scolastico obbligatorio e l’ingresso nel mondo del lavoro, in una società che richiede all’individuo di farsi carico di un ruolo che spesso non coincide con la sua reale volontà, e che rischia di opprimerlo. L’obiettivo è non cadere preda di aspettative disattese, invidie malcelate, ansia da prestazione e di tutti quei problemi così diffusi tra i giovani adulti di oggi; questioni che non si discostano poi molto da quelli intorno ai quali si costruiscono le vicende di Giacinta, Vittoria e Leonardo. Ecco che La trilogia della villeggiatura si propone allora come la “commedia in commedia” ideale, che i personaggi del manifesto goldoniano mettono in prova e analizzano, cercando, insieme al loro pubblico, un nuovo modo di rappresentare se stessi.
La voglia di primeggiare dei comici fa il pari con la smania della rincorsa al voto più alto; mentre l’incertezza del nuovo che mette in crisi le maschere della Commedia dell’Arte si riflette qui nella paura del futuro che attende studentesse e studenti dopo il diploma. In un gioco di specchi che Goldoni vede come essenziale per riaffermare il ruolo del teatro nella società.
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Programma di sala
LeggiIl teatro comico, manifesto della riforma teatrale goldoniana, è il punto di partenza per un discorso sul rapporto tra personaggio e maschera, in cui – capovolgendo la tesi originale – il “parlare all’improvviso” diventa per noi il modo auspicabile di fare teatro, di stabilire un rapporto più vero e diretto con il pubblico, chiamato a partecipare allo spettacolo.
Sullo sfondo, le maschere della Commedia dell’Arte rivelano poco a poco il loro vero volto, alla ricerca di un confronto sincero con ragazze e ragazzi: togliersi la maschera è il primo passo per aprirsi e condividere ansie e timori. Si tratta di costruire un dialogo, qui più che mai necessario, considerando la complessità di un periodo come quello tra la fine del ciclo scolastico obbligatorio e l’ingresso nel mondo del lavoro, in una società che richiede all’individuo di farsi carico di un ruolo che spesso non coincide con la sua reale volontà, e che rischia di opprimerlo. L’obiettivo è non cadere preda di aspettative disattese, invidie malcelate, ansia da prestazione e di tutti quei problemi così diffusi tra i giovani adulti di oggi; questioni che non si discostano poi molto da quelli intorno ai quali si costruiscono le vicende di Giacinta, Vittoria e Leonardo. Ecco che La trilogia della villeggiatura si propone allora come la “commedia in commedia” ideale, che i personaggi del manifesto goldoniano mettono in prova e analizzano, cercando, insieme al loro pubblico, un nuovo modo di rappresentare se stessi.
La voglia di primeggiare dei comici fa il pari con la smania della rincorsa al voto più alto; mentre l’incertezza del nuovo che mette in crisi le maschere della Commedia dell’Arte si riflette qui nella paura del futuro che attende studentesse e studenti dopo il diploma. In un gioco di specchi che Goldoni vede come essenziale per riaffermare il ruolo del teatro nella società.
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Programma di sala
LeggiLa Locandina
Le smanie per la diplomatura
scritto e diretto da Davide Carnevali
a partire da Il teatro comico e La trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni
un progetto per la scuola secondaria di II grado
con Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Diana Manea, Giulia Trivero
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Con il sostegno di
nell’ambito del progetto Il teatro tiene banco
Biglietti
Attività gratuita
Abbonamenti
Lo spettacolo non è in abbonamento
Gruppi e pubblico organizzato
Per informazioni sui biglietti per il pubblico organizzato:
tel. 02 72 333 216
mail promozione.pubblico@piccoloteatromilano.it